Per una Repubblica davvero « democratica ».

In questi tumultuosi giorni un carosello indegno si sta consumando (e sta consumando) in mezza Italia e che impedisce lo svolgimento dell’ordinata convivenza civile: gruppi organizzati che si muovono con comportamenti eversivi non degni di tutela rivendicando, con metodi criminali, diritti che potrebbero anche essere legittimi.

Questi non hanno evidentemente niente a che vedere con i loro interessi, nella cui valutazione concreta non possiamo e vogliamo entrare.

La Costituzione riconosce e tutela gli unici sistemi di protesta legittimi, e a questi (solo a questi) si può ricorrere per far valere un diritto, di qualunque natura inteso. Lo sciopero in questo senso diventa atto di incontro e confronto, ma solo se non calpesta i diritti degli altri. Anche quelli garantiti per Costituzione.

Si è parlato, nell’ordine, di infiltrazioni: della destra estrema, della sinistra dei centri sociali (vedi gli arresti di questi giorni), degli anarchici e di ex brigatisti (vedi la questione No Tav in Val di Susa), per finire alla camorra e alla mafia.

Tra questi, pare manchino i più importanti, quelli che hanno – alle condizioni di cui sopra – il diritto di stare in piazza: gli arrabbiati.

Non posso non riflettere sul fatto che forse la mano di alcune di queste frange è armata da qualcun altro; da chi, probabilmente, ha tutto l’interesse a destabilizzare l’assetto preordinato, aggrappandosi parassitariamente alla schiena dei bisognosi. Cioè quelli arrabbiati per davvero.

Alla magistratura l’ardua sentenza, come è ovvio.

A noi, come Aira, la esecrazione non tanto della mafia, ma dei “metodi mafiosi”, dei comportamenti palesemente irrispettosi del prossimo. Senza appello.

 

Scritto in: Il Blog di Aira

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