I piccoli chimici economici – Parte 1

E’ chiaro che i mercati hanno un solo driver: le banche centrali. L’economia reale è in secondo piano, se non terzo.

Le politiche delle principali banche mondiali rimangono espansionistiche ed è giusto, essendo come detto il driver, analizzare la situazione delle più grandi. Iniziamo così una serie di post che vuole analizzare in breve le politiche in corso presso le principali banche centrali mondiali.

BCE

“La BCE rimane fissata al target del 2% di inflazione e continuerà il qe fino a che non si sarà vicini”, ha detto Mario Draghi nell’ultimo discorso come Presidente della BCE. L’ha ribadito Benoit Coure membro di spicco del Board della BCE in un’intervista a Le Monde del 27 Luglio. Il messaggio quindi è chiaro: stiamo iniettando liquidità per aumentare l’inflazione, che è il nostro target. Aggiungo io come analisi: siamo pronti a difendere i bond, perché la fatica di questi anni, che ha come obiettivo il mantenimento dell’euro e dell’Unione Europea, non va vanificata (il caso Grecia l’ha mostrato). Lasciare salire i tassi eccessivamente vorrebbe dire rendere insostenibili i debiti di diversi stati europei (Italia e Spagna ad esempio) e renderebbe la situazione nuovamente critica.

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La questione Greca ha tolto il coniglio dal cilindro (o il genio dalla lampada, come ha detto Benoit): ora sempre più il board della bce oltre che di riforme strutturali necessarie (sembra per tutti compresa la Francia tranne che per la Germania) inizia a premere l’accelerato sulla necessità di una governance comune europea con cessione di sovranità. Si fanno varie ipotesi: [PROSEGUE QUI]

Scritto in: Borsadocchiaperti
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