Dollaro USA? No, grazie

Il verbale relativo all’ultimo meeting della Fed, pubblicato ieri sera, ha confermato la “retromarcia” che aveva già fatto la nuova numero uno della banca centrale più importante del mondo.

La Yellen, recentemente, aveva in parte ritrattato quel “…probabile rialzo dei tassi sei mesi dopo la fine del QE…” dichiarato durante la conferenza stampa del 19 marzo.

La minute di ieri sera ha confermato che non è in programma tale politica e che anzi, i tassi resteranno bassi ancora a lungo.

E così il dollaro americano, già vittima di copiose vendite nei giorni scorsi, ha subito un nuovo duro colpo.

Contro il neozelandese è vicino ai minimi storici, nei confronti della sterlina e dell’australiano sui livelli più bassi del 2014, nel cambio con l’euro verso 1.39.

Identico discorso per l’oro: dopo una seconda parte di marzo in forte recupero, ad aprile registra un calo superiore ai 40 dollari.

Però, alla voce esportazioni della bilancia commerciale USA, questo calo della moneta a stelle e strisce, rappresenta un’ottima notizia.

Renato Decarolis
www.decarolis.biz

Scritto in: Decarolis

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