Dividend yield e rendimenti azionari

I dividendi hanno un importanza non secondaria nella scelta delle azioni. Diverse ricerche effettuate nel corso degli anni confermano una relazione tra dividend yields e i successivi rendimenti azionari. Da una analisi storica dello S&P 500 Index si evince che una selezione di titoli con dividend yields tra i più alti porta rendimenti totali più elevati nel corso dell’anno solare.
Una ricerca ha dimostrato che investendo 1000 dollari in un fondo sull’indice S&P 500 alla fine degli anni ’50 avrebbe reso 176 mila dollari nel 2006. La stessa somma investita in società con dividend yields tra i più alti avrebbe reso 675 mila dollari, il 3% annuo in più.

Ma cos’è il dividend yields?
Il dividend yields è il rapporto tra dividendo e prezzo.
Se prendiamo Eni, ( dividendo annuo ) € 1,02 / € 13 (ultimo prezzo) = 0,0784 = 7,84%

Quali sono i vantaggi nell’investire in società con elevati dividend yields?
Il primo è di sicuro l’aspetto difensivo dell’investimento.
Altro fattore da non sottovalutare, spesso ad alti dividend yields corrispondono bassi prezzi di mercato, quindi oltre ad un buon dividendo potremmo aspettarci nel tempo un incremento del valore del titolo.

Alcune avvertenze sono doverose nel selezionari i titoli con alto dividend yields:


- Evitare società con P/E superiori a 15
(P/E  cioè prezzo/utile inferiore a 15 ci permette di acquistare titoli a prezzi non troppo elevati)

- Evitare società con EPS negativo
(EPS cioè utile per azione negativo renderebbe il dividendo poco sostenibile e sicuro)

- Selezionare società con un payout ratio inferiori a 75
(payout ratio cioè percentuale dell’utile che va in dividendo non deve superare 75% altrimenti quasi tutto l’utile va in dividendo e la società non fa buona gestione)

- Selezionare società con dividend yield superiore al tasso dei titoli di stato a lungo termine e come minimo 3%
(3% è un rendimento minimo per proteggersi dall’inflazione)

- Non dimenticare mai di selezionare sempre società sane, con pochi debiti e liquidità sufficente

In conclusione, l’investitore attratto da alti tassi di dividendo deve considerare un insieme di fattori che vanno oltre il solo dividendo.

 

 

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3 Responses to "Dividend yield e rendimenti azionari"

  1. Gian Paolo Bisi scrive:

    Estemamente interessante la tabella aggiornatissima dei D/Y con tutte le viste sui siti finanziari di quotazione.
    Complimenti.

  2. Alessandro Ferretti scrive:

    e’ da un po’ che i dividendi godono di grande popolarita’ tra la comunita’ degli investitori, professionali e non. Il numero crescente di ETF basati su titoli high-dividend-yielding e lo sviluppo di prodotti derivati su dividendi attesi ne sono una conferma.

    Non tutto e’ oro cio’ che luccica pero’. Nell’articolo si e’ fatto notare che un dividend yield alto puo’ essere dovuto ad un prezzo del titolo basso. Questo puo’ essere un’opportunita’, come viene fatto notare sopra, ma potrebbe anche rappresentare un rischio, specialmente nel mercato attuale. Il redimento del dividendo potrebbe essere quindi cancellato dal capital loss sul prezzo del titolo.

    Da notare poi che le utilities, tipicamente difensive e fonte di ottimi yield anche durante la grande crisi del 2008/09, non riescano piu’ a garantire i livelli passati a causa di un rischio politico, in Italia (Robin Hood tax) come in Germania (tassa sul nucleare).

  3. Luca scrive:

    Sono fondamentalmente d’accordo con l’articolo anche se poi le regole rigide non vanno mai bene. Sui giornali però si eccede con la disinformazione quando si affermano cose tipo Enel rende l’8%, facendo credere all’ignaro risparmiatore che sia un rendimento sicuro come quello di un obbligazione

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