
La volatilità è un male necessario che ci permette di realizzare maggiori rendimenti.
Perchè volatilità e rendimenti sono correlati?
La maggior parte dei periodi caratterizzati da elevata volatilità ha avuto luogo quando il mercato è sceso, questo per due ragioni. Primo, le recessioni sono più inconsuete e generano maggior incertezza, secondo, se gli utili scendono in modo brusco i costi fissi diventano più pesanti e aumenta la volatilità dei profitti che determina una voltatilità del valore azionario dei titoli.
Un indicazione sulla volatilità attesa è un segnale del livello di ansia del mercato.
Nel 1993 il Chicago Board Options Exchange (Cboe) ha introdotto un indice di volatilità, Cboe Volatility Index – Indice VIX che si basa sui prezzi correnti delle opzioni sullo S&P 500 Index.
Le opzioni non sono altro che degli strumenti finanziari derivati che danno il diritto di comprare o vendere (a seconda che siano call o put) un titolo ad un prezzo prefissato entro un certo periodo di tempo.
Il Vix è stato chiamato “l’indice della paura”, perché un mercato volatile fa paura.
Nel breve periodo c’è una forte correlazione tra il Vix e il mercato azionario.
Quando il mercato scende, il Vix normalmente sale perchè l’investitore è disposto a pagare di più per proteggersi da ulteriori ribassi acquistando opzioni. Quando la paura passa, si comprano meno PUT o addirittura si vendono e l’indice VIX scende.

Possiamo osservare come i picchi del Vix corrispondono a periodi di forti ribassi azionari come nell’ottobre 1987, il settembre 2001 o recentemente dall’ottobre 2008 o dall’agosto 2011.
Guardare al mondo azionario con interesse, magari comprando azioni quando il Vix è alto (preferisco superiore a 40-50) e vendere quando è basso (sotto 15) può essere un indicatore utile per ottenere rendimenti superiori alla media. Ovviamente l’analisi del solo indice VIX non è sufficente, ma un punto di partenza per le nostre analisi.
Ricordiamo sempre che l’indice VIX è relativo al S&P 500, quindi una crisi come nel 2008 con epicentro gli stati uniti ha avuto un influenza maggiore sull’indice VIX rispetto a quella del 2011 con epicentro in europa.
Un indice sulla volatilità europeo sul Eurostoxx50 che può tornare utile in questi giorni è l’indice Vstoxx

Oltre al Vix e al Vstoxx, sui mercati Usa vi sono anche gli indici della volatilità sulle opzioni dell’indice Nasdaq 100 (VXN) e sulle opzioni del’indice S&P 100 (VXO).
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