Tutta questa inflazione non la vedo ….

Quesa settimana le obbligazioni ad elevato rating a tasso fisso hanno ripreso la loro la loro discesa, e nell’Eurozona le aspettative di inflazione sono salite di colpo. Dunque vediamo se sia il caso di comprare le obbligazioni a tasso fisso oppure se bisogna ancora aspettare per comprare.

Qui riporto il grafico Bloomberg dell’obbligazione Roche scadenza 2025 emesso lo scorso febbraio, si vede come ha toccato un massimo di 102 circa in aprile, e poi è sceso fino al 15 maggio, e dopo un rimbalzo iniziato il 15 maggio, in questi giorni è sceso di nuovo. Parliamo di una discesa complessiva del 7% dai massimi e del 5% dall’emissione circa:

Prezzo Roche 2025 : 

roche 2025 grafico

Il titolo di stato tedesco scadenza 2025 ha un andamento simile (grafico Bloomberg): 

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Per il bund si vede come ai livelli di 96 di prezzo sono arrivati compratori. E’ presto per dire se i ribassi siano definitivamente finiti, però io continuo a non vedere inflazione in arrivo, perciò possono essere acquisti interessanti a patto di avere una strategia di uscita in caso di cambiamento di scenario.

Questi titoli hanno un andamento simile perchè sono esempi di titoli ad elevato rating (cioè titoli per i quali non c’è preoccupazione di default) però essendo a lunga scadenza e compunque a basso rendimento, hanno elevato rischio tassi: se si prevede inflazione e /o tassi di interesse in aumento, i prezzi di questi titoli scendono. E’ come se gli investitori vendessero questi titoli a basso rendimento per poter acquistare  nuove obbligazioni che saranno emesse in futuro che dovrebbero rendere di più a causa della nuova realtà di inflazione più elevata.

Alcuni mesi fa, a  fine gennaio avevo segnalo che forse era il momento di vendere obbligazioni di questo tipo,  poi a metà maggio ho segnalato che le obbligazioni erano scese di prezzo mentre l’inflazione continuava ad essere debole e segnalavo che si poteva iniziare a valutare l’idea di iniziare a comprare qualche obbligazioni a tasso fisso. Sono sempre dello stesso parere però bisogna sempre avere una strategia di stop loss: cioè bisogna essere pronti a cambiare idea ed agire se l’inflazione e ripresa arrivano davvero. Io per il momento non vedo inflazione, e continuo a vedere forze deflazionistiche (inflazione in discesa o comunque non in aumento) nel medio periodo.

Infatti qui sotto riporto la correlazione tra il breakeven rate tedesco (linea bianca), e l’indice “Continuous commodity Index” ( linea arancione); il CCI  è un indice equi-pesata delle principali materie prime dal 2010 ad oggi. Si vede chiaramente la correlazione quasi perfetta fino a qualche mese fa, cioè fino a febbraio per la precisione.

Correlazione tra CCI e Breakeven rate tedesco dal 2010: 

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Qui riporto  la correlazione  negli ultimi 12 mesi. Si vede come da  febbraio il tasso breakeven ha iniziato a salire fino a metà maggio ed anche CCI è salito leggermente in quel periodo, poi da età maggio le aspettative di inflazione hanno ripreso a scendere insieme al CCI, mentre ora le aspettative di inflazione sono salite in modo violento negli ultimi giorni, mentre l’indice delle materie prime è fermo. Dunque o si tratta di una falsa aspettativa di inflazione, oppure il mercato obbligazionario sa qualcosa che il mercato delle materie prime non sa.

Grafico correlazione durante gli ultimi 12 mesi  - breakeven rate linea bianca, indice materie prime linea arancione (grafico Bloomberg) :

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Considerando le forze deflazionistiche presenti nella zona euro (popolazione molto anziana, debito elevato da parte del settore pubblico, disoccupazione giovanile molto elevata, ecc.)  io credo che si tratti di una falsa aspettativa di inflazione però i prossimi giorni saranno fondamentali per capire quale mercato sta  fornendo la giusta bussola. Se avrà ragione il mercato delle materie prime, e l’inflazione non c’è , ce ne accorgeremo se se sentiamo più annunci e chiarimenti da parte di esponenti delle banche centrali! Se invece c’è davvero inflazione e le materie prime iniziano a salire, non acquisterò obbligazioni a tasso fisso, e ridurrò di più il peso di obbligazioni a tasso fisso nei portafogli.

Ricordo che oggi il problema principale sul mercato obbligazionario è la mancanza di liquidità, cioè è proprio difficile acquistare e vendere obbligazioni, ci sono pochi scambi ormai sul mercato obbligazionario in genere, dunque quando si scelgono le obbligazioni invito ad evitare obbligazioni non quotate che possono essere una trappola, e di scegliere obbligazioni molto liquide scartando obbligazioni poco liquide che diventano molto difficili  da vendere in alcuni momenti.

Faccio sempre presente che ritengo che le obbligazioni e i mercati azionari siano sopravalutati in genere a causa delle politiche di zero tassi e creazione di moneta portata avanti da tutte le banche centrali principali. Per me  non ci sono titoli che siano buoni investimenti di lungo periodo, però questa strategia di creazione di moneta può continuare a lungo, spingendo in su i prezzi,  dunque tendo ad avere una strategia più di trading che di investimento attualmente sul mercato obbligazionario ed azionario.

Io temo che il vero problema è che quando ci sarà il prossimo ribasso di mercato, probabilmente le obbligazioni ed azioni scenderanno insieme e sarà difficile trovare spiagge sicure, però affronterò questo argomento nei prossimi post.

Ida Pagnottella, consulente finanziario indipendente a Milano, Pescara e Rimini 

www.idapagnottella.it

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