Controlliamo la salute del mercato

Il mercato ha passato indenne la prova FED di ieri sera. Anche se le parole di Bernanke non hanno certo dato un quadro roseo della situazione economica, ed il “Q. E. 2” finirà come previsto a Giugno. Il mercato trova però sempre il modo di far saltare i tappi e brindare a nuovi massimi, anche se i motivi di tale euforia restano un pò nebulosi!

Stamani abbiamo in Mib a 22300 di indice, che non sono i massimi ma sono un ottimo livello, pensando a dove eravamo solo dieci giorni fa.
Questa zona di prezzi è da definire cruciale, dato che tranne a febbraio quando il Mib ha segnato i massimi di periodo, a gennaio, marzo e aprile questa è stata la zona che ha sempre stoppato il rialzo. Adesso siamo vicini alla zona di ipercomprato e una pausa è logica e credo inevitabile, poi bisogna cercare di capire se c’è ancora benzina nel serbatoio per provare anche noi a fare nuovi massimi, o se la stagionalità negativa in arrivo frenerà questo tentativo.

Dai report che leggo in giro c’è fiducia per il proseguo del rialzo almeno fino a metà maggio, cosa di per se logica visto che il 23 maggio staccano i dividendi la maggior parte dei titoli del Mib, e anche io al momento la vedo così dato che non ci sono indicazioni tecniche contrarie all’orizzonte. Serve cautela dato che, come avevo previsto, anche stavolta il movimento è stato molto veloce e a V, ormai una costante delle risalite dopo i (rari) ribassi, come se da parte dei compratori ci fosse un’estrema urgenza di accumulare posizioni per paura di restare fuori dalla festa.

Per cercare di avere maggiori conferme ho fatto un check-up dei vari indicatori di salute del nostro scalpitante toro rialzista.
Di solito tra i più efficaci indici che danno conferme o smentite dei trend in corso, analizzo il Dow Jones Transport, l’indice dei trasporti americano, che al momento conferma il trend del mercato, essendo anch’esso sui massimi.
Stessa cosa per il Russell 2000, indice Usa che raggruppa 2000 titoli, in modo da avere un idea della situazione anche delle medie aziende, oltre che dei colossi dello SP500, e anche qui tutto punta verso l’alto.
Infine, quelo che a mio parere è uno degli indicatori più importanti della salute dell’economia, il future sul Rame.
Questo il grafico di lungo periodo a barre mensili:

Trend saldissimo e si vede bene come a fine 2008 abbia anticipato i minimi dell’azionario, avvenuti nel marzo 2009.
Stessa cosa per il ribasso dell’estate 2010, con i minimi del Rame in giugno, mentre lo SP500 li registrò in luglio.
Adesso abbiamo una divergenza che mi fare stare in allerta, dato che dopo il top di inizio febbraio, il rame sta andando in fase laterale e in questi giorni si sta portando sui minimi di questo periodo.
Vediamo meglio dal grafico giornaliero:

I prezzi stanno andando a testare il supporto in zona 415 $ e adesso i casi sono due, o anche il rame ritrova forza e rimbalza sul supporto per portarsi almeno nella parte alta del range del 2011 verso la resistenza a 460 $, altrimenti ci sono buone possibilità che vada al supporto più in basso a 390 $ a testare il bordo inferiore del canale rialzista di lungo visto nel grafico mensile.
In questo caso credo che verrebbero centrate le previsioni degli analisti che vedono ancora da due a quattro settimane di rialzo, prima di avere un ribasso, magari meno violento nei tempi, ma più profondo di quello registrato giorni fa.

Credo che dare ogni tanto uno sguardo a questo grafico non sia una brutta idea per sapere che tempo farà sulle praterie del toro.

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