La (triste) differenza tra numeri e realtà

Partenza di seduta positiva per il Mib, che stamani si avvicina di nuovo ai 16000 punti. Futures Usa invariati ed Euro tonico ben saldo sopra la zona spartiacque di 1,30. Sopra vediamo il grafico a due anni dello SP500, molto vicino ai massimi del 2011.

Dopo lo scivolone di fine novembre, in due mesi l’indice americano ha realizzato una performance molto importante con otto settimane positive su nove! Ieri la Fed si espressa in maniera ancora accomodante per il sostegno al mercato, dato che si prevedono due anni con crescita molto bassa. In pratica tassi fermi fino al 2014 e possibile Q.E.3 alle porte. Notizia che fa sicuramente bene alle borse anche se non è confortante per l’attuale condizione dell’economia reale.

Fa veramente impressione il paragone tra l’inizio del 2011 e questo inizio d’anno molto difficile (soprattutto in Italia), specialmente alla luce di tutto quello che è successo in questi dodici mesi epocali per la storia del nuovo millennio. Basta pensare a quanto accaduto in Africa e alla crisi devastante in corso in Europa. Lo scorso anno si parlava di Grecia, quasi con tono ironico certe volte, come se fossero cose dell’altro mondo e adesso ci troviamo con i piedi sprofondati nella melma e con una fatica terribile da fare per provare a uscirne… senza sprofondare!

In tutto questo caos l’indice azionario più importante si trova nella stessa situazione di un anno fa. Per chi se fosse dimenticato, il 2011 iniziò con tanto entusiasmo sui mercati azionari, reduci da un 2010 sfavillante, soprattutto grazie ad un secondo trimestre di rialzo clamoroso. Poi la doccia fredda in estate, quando sembrava che anche il mercato finanziario prendesse la stessa brutta china dell’arrancante economia reale, ma gli ultimi due mesi hanno riportato il sereno a Wall Street, che galoppa trainata dalla miracolosa Apple verso nuovi massimi. Proprio oggi alcuni media americani chiedono ai successori di Steve Jobs cosa intendono fare della straripante liquidità della Mela, superiore al Pil di molti stati. Domanda logica anche se suona strana visto che provieno dallo stato della libertà assoluta; evidentemente anche li qualcosa sta cambiando.

Guardando questo grafico non si può poi non pensare a quanto sta accadendo in Italia, con i distributori senza benzina, i banchi dei supermercati vuoti per la mancanza di frutta, verdura, pesce, ecc. e soprattutto delle tasche degli italiani sempre più vuote ma con sempre maggiori costi da affrontare. Non voglio immaginare cosa sarebbe accaduto se il governo Berlusconi non si fosse fatto da parte, riforme di questa portata, inevitabili, dolorose e potremmo aggiungere una quantità di aggettivi senza fine, avrebbero infiammata ancor di più la piazza, dato che l’opposizione avrebbe sicuramente cavalcato l’onda del malcontento per i propri fini politici, mentre adesso tutti a capo chino a piegarsi alle necessità del bilancio e dell’Europa, mentre il governo tecnico brandisce mazzate a destra a sinistra per tentare di salvare il Titanic.

Ogni riferimento alla Concordia…è voluto…dato che fotografa bene l’Italia ed il momento che sta vivendo, due giganteschi carrozzoni sfavillanti, portati alla deriva dalle deliranti decisioni di incapaci omuncoli al comando.

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Scritto in: Marketstoday – diario di un trader

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